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Le Lingue Minoritarie

La Lingua Friulana, Ladina e Sarda

La Lingua FriulanaLa legge 482 del 1999 ha operato il riconoscimento della minoranza friulana e di conseguenza della lingua che viene anche trasmessa nelle scuole, oltre ad essere impiegata da mezzi di comunicazione quali giornali e televisione. Si tratta di un antico idioma neolatino arricchito dalle influenze delle culture limitrofe, come quella slovena e tedesca, fino a presentare caratteristiche assolutamente peculiari.

Il friulano è utilizzato nelle province di Gorizia, Pordenone e Udine, ma anche in zone della provincia di Venezia: oltre 650.000 persone parlano la lingua locale in una delle sue molteplici varianti.
Tra i molti artisti che hanno reso omaggio all'idioma friulano citiamo Pier Paolo Pasolini, uno tra i più celebri intellettuali del Novecento, autore di Poesie a Casarsa. La raccolta pubblicata negli anni Quaranta celebra Casarsa della Delizia, città in provincia di Pordenone, sue tradizioni e la cultura preservata, anche attraverso la tutela del suo dialetto.

La Lingua Ladina
Lo Stato Italiano nel 1997 ha legiferato in tutela della popolazione ladina, una minoranza radicata nelle Dolomiti, precisamente nelle Valli di Badia, Gardena, Fassa, Livinallongo Colle Santa Lucia e Cortina d'Ampezzo.
Il riconoscimento della peculiarità culturale è passato anche attraverso la promozione della lingua ladina, un insieme dialetti neolatini caratterizzati da molteplici varianti. Per coniugare i diversi idiomi locali è stato ideato anche il progetto SPELL, volto a far nascere una lingua artificiale che compatti le lingue dolomitiche creando un ladin standard.

La Lingua Sarda
Nel 1997 la lingua Sarda ha ottenuto il riconoscimento ufficiale quale seconda lingua dell'isola ed anche la successiva normativa ha proceduto alla tutela del patrimonio attraverso l'insegnamento e l'uso dell'idioma minoritario in atti pubblici e in toponimi. Il sardo è tuttora eccezionalmente vivo sull'isola, i cui abitanti rappresentano la minoranza linguistica più rilevante d'Italia, nonostante si paventi il rischio di perdere dialetti che si sono formati attraverso una sedimentazione millenaria.
L'antica lingua romanza, inclusa nel gruppo neolatino, racchiude una serie assai significativa di varianti  riconducibili a due principali gruppi: il logudorese-nuorese delle zone centro-settentrionali ed il campidanese del sud dell'isola, senza dimenticare le particolari varianti corse. Come per il ladino, si sono succedute diverse proposte di approntare una lingua standardizzata che integri fra loro le diversità locali, nel tentativo di migliorare la comunicazione, cercando al contempo di non disperederne le peculiarità. La decisione è complessa, anche in considerazione dell'immenso tesoro conservato nella cultura dell'antichissima isola. Le profonde diversità grammaticali, fonetiche e lessicali rispetto all'italiano, fanno del sardo un patrimonio dell'intera umanità.